Ecco i nuovi acquisti, Acerbi: “La Lazio arriva al momento giusto”. Badelj e Correa: “Possiamo fare grandi cose”

Al via la conferenza dei nuovi acquisti. Parla subito il ds Tare:Il primo acquisto è Acerbi, lo conoscete tutti molto bene, non ha bisogno di molte spiegazioni. Posso aggiungere che è stato molto richiesto da parte nostra, anche già l’anno scorso cercavamo di capire la possibilità. Quest’anno dopo l’addio di de Vrij abbiamo deciso di puntare su di lui. Porta esperienza e tantissima qualità alla squadra, sarà un valore aggiunto per i traguardi che abbiamo per la prossima stagione. L’abbiamo voluto fortemente, dal primo all’ultimo giorno che ci siamo sentiti e che abbiamo concluso la trattativa. Gli fa onore, ad Auronzo. Auronzo l’ho visto da vicino, mi ha confermato tutto quello che pensavamo. Gli faccio l’in bocca al lupo per la nuova avventura”. 

Quanto è stimolante sostituire de Vrij? “Ringrazio Tare per le parole, sono orgoglioso di essere qui, mi hanno voluto fortemente, così come io la Lazio. La trattativa è stata lunga e complicata, de Vrij ha fatto bene, è un ottimo giocatore, guardo me stesso e la Lazio. Devo fare bene per me e per la Lazio. Devo guardare dentro di me, voglio lottare per me. Ho grandi stimoli, sono in un grande piazza, in una grande squadra che ha fatto un ottimo campionato. Devo dimostrare di essere da Lazio, io sono sicuro, posso fare bene. De Vrij è andato via, ora ci sono io. Devo dimostrare a me stesso quello che sono. I paragoni li fate voi, mi interessa il mio rendimento e che la squadra faccia bene.

La Lazio il trampolino per il ritorno in Nazionale?E’ un mio obiettivo, non deve essere un punto di arrivo, ma sempre un punto di partenza. Uno deve cercare sempre di migliorare. Non bisogna stabilizzarsi, non si riesce a dare ciò che si vuole. Ci vogliono obiettivi grandi per migliorare. Bisogna puntare. 

Cosa rappresenta la Lazio? “Io ho avuto due vite. Prima la malattia ne ho avuto una, poi un’altra. Col senno del poi, al Milan non avevo la testa giusta per affrontare quella squadra lì. Non è una rivincita assolutamente. E’ una consapevolezza che mi ha portato alla Lazio per dimostrare a me stesso quanto valgo. Ora c’è la Lazio, è qualcosa di importante.

Cosa ti ha spinto ad aspettare la fumata bianca con la Lazio? Che sensazione hai avuto della fase difensiva? “E’ stata una trattativa lunga, ho dato la mia parola, che avrei fatto di tutto – nelle mie competenze – per venire alla Lazio. Il ds Tare anche è stato di parola, Lotito e Inzaghi hanno fatto tanto per far sì che arrivassi qui. Io non ho perso il filo, ho lottato per venire alla Lazio ed eccomi qui. Ci sono tanti giocatori ottimi, anche di prospettiva, negli anni il rendimento è stato in crescendo, c’è entusiasmo e voglia. Facendo molti gol l’anno scorso, poi la difesa ne ha presi un po’ di più. Non sono il salvatore della patria. Si cerca insieme di aiutarsi, abbiamo la responsabilità di prenderne meno e fare gli stessi gol dell’anno scorso”.

Cosa ti ha colpito di Inzaghi?Ha passione, è una persona molto alla mano. Mi ha impressionato il lavoro, come riesce ad approcciarsi con noi giocatori, è un ambiente tranquillo in cui si lavora bene. Si cerca sempre di migliorare. La maggior parte sono con il mister da tempo, è un ottimo allenatore e un’ottima persona. E’ anche grazie a lui che sono qua”.

Cosa è cambiato in te negli anni? “Prima non capivo cosa mi stavo perdendo, mi stavo perdendo in un bicchier d’acqua. Poi per fortuna dalla malattia si capisce dell’importanza della vita, le persone a cui bisogna stare accanto. Per ora ci sto riuscendo, devo prendere il massimo di ciò che posso ottenere giocando a pallone”.

Tare su Durmisi:Riza Durmisi per me è un grande piacere, anche perché ha origini come le mie. La necessità dello scorso anno, vedendo i tanti infortuni che abbiamo avuto, ci ha dato la possibilità di fare questa operazione, dopo un inseguimento di 3-4 anni, visto che lo seguivo dai tempi del Brondby. Ha caratteristiche importanti per il nostro modulo, ovviamente ha bisogno di tempo per entrare nei nostri schemi. Ma sono convinto che sarà molto utile alla Lazio”.

Ti vuoi descrivere come giocatore?Sono molto felice della famiglia Lazio, ho scelto questa squadra per la sua grande qualità e devo ringraziare il ds Tare. So attaccare e difendere, ho molta qualità offensiva, spero di aiutare la squadra con assist e gol”.

Con quale spirito cominci questa avventura e quali sono i tuoi obiettivi:Voglio essere un titolare, ho grandi ambizioni qui alla Lazio, noi vogliamo vincere tutte le gare e crediamo che possiamo farlo, perché c’è tanta qualità”. 

Dove preferisci giocare? “Ho giocato con questo modulo diverse volte, so che posso dare tanto alla squadra, darò sempre tutto per questa squadra”. 

Quali sono le difficoltà del campionato italiano? “E’ una buona domanda. C’è molta tattica, molta fase difensiva, ma io sono entusiasta  di giocare in Serie A e non vedo l’ora di iniziare”.

Hai buona esperienza internazionale, ma non hai fatto il Mondiale. La Lazio può essere un trampolino per riprenderla e perché al Betis hai giocato meno negli ultimi mesi:Questo è il calcio, può capitare, ho giocato molto lo scorso anno, più di 25 partite. Conta la squadra, se la squadra vince senza di me, va bene, io devo fare di tutto per giocare”.

Tare su Berisha:Per me è un grande piacere presentare Berisha. Io non l’ho mai nascosta l’ammirazione per lui, ha qualcosa che rappresenta  lo spirito laziale: è un guerriero, non molla mai ed è una persona importante. E’ sempre stato un mio obiettivo e sono molto felice di averlo preso e portato a Roma. Onorerà questa maglia“.

I tifosi ti conoscono per averti incrociato in Europa, la Lazio può arrivare in fondo in Europa League?Ringrazio tutti per essere qui, ringrazio il ds Tare. Giocare nella Lazio è un salto di qualità, al Salisburgo abbiamo fatto bene lo scorso anno, nessuno si a aspettava quel cammino in Europa. Ora spero di fare altrettanto bene alla Lazio”.

Come stai fisicamente?Ho avuto un piccolo infortunio, ma sto meglio e penso di tornare in una settimana. La Lazio è un grande club, mi piacciono le ambizioni che ci  sono, devo ringraziare i compagni che sono fantastici e mi hanno accolto molto bene e da loro posso solo imparare. Qui posso migliorare come giocatore, voglio vincere e la Lazio è il posto giusto perché è una grande di questo campionato. Devo anche ringraziare i tifosi per come mi hanno accolto, so che per loro non è stato bello uscire dall’Europa, ma non me lo hanno fatto pesare”. 

Arrivi in un centrocampo con molto talento, hai un obiettivo personale? “So che c’è molta qualità, hanno fatto molto bene lo scorso anno, per me è una situazione in cui dovrò lavorare molto e cercare di fare bene per trovare spazio. Ma la cosa principale per me è giocare il più possibile, ma l’allenatore dovrà scegliere il meglio: se giocherò sarò felice, altrimenti dovrò farmi trovare pronto”.

Quando ha segnato Immobile, poi come avete fatto a ribaltare quel risultato. Puoi trasmettere “cattiveria” alla Lazio:Io sono un competitivo e un vincente e lo voglio dimostrare. Quella sera noi ci abbiamo sempre creduto, anche grazie ai tifosi, per noi fu una notte magica, ma ora penso alla Lazio e a vivere notti magiche con la Lazio”. 

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Quale è il ruolo più adatto a te?Io penso di essere un numero 8, al Salisburgo ho giocato molto in quella posizione, sono un giocatore “box to box”, faccio entrambe le fasi, ma mi piace quando posso attaccare”.

Tare su Sprocati:La società ha la possibilità di creare diversi progetti per il futuro e l’acquisto di Sprocati fa parte di questo progetto. Dopo una stagione molto positiva alla Salernitana, abbiamo pensato di acquistarlo, di conoscerlo da vicino e di dare la  possibilità di mettersi a confronto con giocatori di un livello importante. Spero faccia parte del nostro futuro, alla fine del ritiro in Germania faremo delle valutazioni finali“.

Cosa ti ha detto Inzaghi: “Nulla, ora mi deve conoscere e valutare”.

Quale è il tuo ruolo?Io sono sempre stato un esterno da 4-3-3, poi ho fatto anche la seconda punta, sarei una seconda punta qui. Ma il mio ruolo naturale è l’ala”.

Qual è la tua speranza per il futuro?Sinceramente il mio sogno è rimanere qui, farò tutto il possibile per convincere il mister”.

Il percorso fatto da te ricorda quello di Strakosha e Luiz Felipe. Ci hai parlato? “No, non abbbiamo parlato di queste cose. Essere qui è un sogno che voglio coltivare ogni giorno”.

Alla Salernitana hai mai pensato di poter venire alla Lazio?La possibilità c’era essendoci il presidente Lotito, ma viverla in prima persona è un’altra cosa. Spero di rimanere”.

Tare su Proto: “Silvio è una scelta nata quasi per caso, ma anche voluta, per le problematiche incontrate lo scorso anno. Quando ho saputo della possibilità di prendere Proto quasi non ci credevo, veniva da una grande squadra e da una stagione importante, ma ci siamo conosciuti e parlati e lui ha preso questa chance con grande entusiasmo. Ci darà una grande mano e sarà chioccia per Strakosha, Guerrieri e Adamonis. Sarà un punto di riferimento”.

Cosa ti aspetti e la Lazio a cosa può ambire: “Grazie al direttore. L’importante è vincere, non chi gioca, ma vincere insieme è l’unica cosa che resta. E’ importante anche per i tifosi, questo dobbiamo fare, lavorare bene e la domenica dare tutto”.

Ci sono differenza nelle metodologie di lavoro tra qui e l’estero?Per me è importante, a 35 anni sto facendo cose nuove, mai fatte. Io penso che si può crescere anche alla mia età, se do il massimo in settimana, poi posso fare bene anche la domenica”.

Cosa puoi dare alla Lazio? “Il mio ruolo è aiutare tre giovani portieri di qualità, per me è un piacere lavorare con loro, nella mia carriera ne ho viste tante, ma l’unica cosa che posso dire è che tutti i giorni darò il massimo”.

Come hai maturato la scelta della Lazio?Lo scorso anno, quando sono arrivato in Grecia, sono arrivato con l’obiettivo di aiutare un portiere giovane e forte, poi lui ha avuto qualche problema e io sono diventato il titolare. Il sogno di mio padre era che facessi un calciatore, mio nonno voleva che giocassi in Italia, andare all’estero ti fa crescere, anche a livello familiare, quando ho avuto la possibilità di venire alla Lazio non ci ho pensato un attimo”.

Hai dei riferimenti italiani nel ruolo? “La prima maglia è stata quella di Zenga, ma anche quella di Peruzzi. Ma sono un grande fan di Buffon”.

Tare su Badelj (che sceglie il 25):E’ un  grande onore presentare Milan Badelj alla Lazio. Soprattutto per me che negli ultimi due anni ho fatto molto per convincere il suo agente per portarlo alla Lazio. Quando ho avuto modo di parlare con Milan al telefono, ci siamo parlati in maniera schietta e quando gli ho detto di accettare questa sfida, con tanta concorrenza, lui mi ha risposto che una grande quadra serve tanta concorrenza. Per me è davvero un onore averlo qui”.

Perché hai scelto la Lazio: “Mi ha convinto il progetto. C’è una società seria, che vuole arrivare a grandi traguardi, che sta rinforzando un club già forte e quindi non ho avuto molti dubbi”.

C‘è Leiva davanti alla difesa, ti piacerebbe giocarci insieme? “Sono scelte del mister, io sono un giocatore che in mezzo al campo può fare tutto e sono disposto a fare ogni cosa”.

Qual è stata la tua risposta a Tare al telefono? Cosa ci dici del Mondiale, cosa ti ha lasciato?La risposta è che sono un giocatore a cui piace la concorrenza. In tutti gli sport, anche nel calcio, spinge a fare sempre meglio. La concorrenza è una necessità. Il Mondiale è stato bellissimo per il nostro Paese, contiamo 4 milioni di abitanti, è stato incredibile, siamo tutti molto orgogliosi”.

Cosa ti piaceva l’anno scorso della Lazio di Inzaghi?E’ stato uno dei motivi per cui ho scelto la Lazio. Giocava un calcio offensivo, faceva possesso palla ma durante la partita ti metteva in grande difficoltà”.

Tare presenta Correa: Tutti ricordate il Tucu Correa della Samp, io penso che quello che arriva alla Lazio sia un altro giocatore. I due anni vissuti in Spagna l’hanno maturato, anche come uomo. Sono convinto che con le sue caratteristiche sarà un giocatore importnate. Sono simili a quelle di Felipe Anderson, ha strappi importanti, può giocare in diversi ruoli davanti, non dà punti di riferimento. Con il lavoro di Inzaghi potrà ottenere anche la Nazionale argentina in futuro. Gli auguro il massimo della fortuna con la nostra maglia”

La Lazio può entrare in Champions? Grazie al ds per le parole e la fiducia. La Lazio da anni sta facendo veramente bene, sono qui per continuare su questa strada, per far sì che la Lazio si ripeta e faccia ancora tanto bene”.

Quando è nata la trattativa? Ci racconti la tua ultima stagione e il rapporto con Montella?Quando c’è stata la possibilità di arrivare qui e unirmi al progetto, ho detto al mio agente di non pensarci troppo. E’ un calcio che mi piace tanto, l’anno scorso col Siviglia abbiamo fatto i quarti di Champions e abbiamo perso la finale di Coppa spagnola. Abbiamo cambiato allenatore, Montella mi conosceva dalla Samp, abbiamo avuto qualche problema, ma è stata una stagione difficile”.

In cosa sei migliorato rispetto alla prima esperienza alla Samp? “In due anni ho avuto la fortuna di giocare la Champions con le squadre forti, ho imparato altre cose e posizioni in Liga. Sono cresciuto come uomo, ho avuto la fortuna di andare in Nazionale, purtroppo non sono andato al Mondiale. E’ una grande esperienza che voglio continuare a vivere”.

In cosa puoi migliorare?Si può migliorare in tutto, sono il primo a volerlo. Dico la concretezza, aumentare assist e gol, determinare di più le partite. Quello che voglio fare alla Lazio, la differenza”.

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Cosa prometti ai tifosi? Che obiettivi hai personali e di squadra? “L’impegno è la prima cosa, dopo devo sfruttare tutto quello che ho e metterlo subito in campo per aiutare i compagni che sono veramente forti, l’ho visto in allenamento. Darò il massimo per me e per tutti.

 

 

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