Il calcio è roba per uomini, ma per noi donne la Lazio è un’oasi

Il calcio non è uno sport per donne. A giudicare dalla recente decisione della Corte Federale, che non ha consentito il passaggio del calcio femminile dalla Lega Nazionale Dilettanti (Lnd) alla FIGC, deve essere vero. Eppure nell’annus horribilis della nazionale italiana di calcio, la squadra delle donne ha raggiunto il brillante traguardo della qualificazione al campionato mondiale di calcio femminile che si disputerà il prossimo anno in Francia.
Che il gioco del pallone fosse di sesso maschile lo abbiamo scoperto già dall’infanzia. Del resto erano solo i maschi a tirare calci alla palla, a sbucciarsi le ginocchia sul cemento dei cortili e a organizzare tornei. A noi spettavano le bambole, i trucchi e la danza. Non è che crescendo le cose siano poi cambiate di molto. Sono davvero poche le donne che possono parlare di calcio giocato. Così se la tecnica non si dispiega in un linguaggio comprensibile all’universo femminile, neanche le emozioni che questo sport regala sono a noi pienamente accessibili.
Per fortuna, però, non è così in casa Lazio. Anche quest’anno a noi donne si dà la possibilità di acquistare l’abbonamento ad un prezzo ridotto, sempre il club si è mostrato pronto e attento nei confronti di noi ragazze innamorate di questi colori. Perché anche noi ci emozioniamo quando vediamo Ciro Immobile buttare la palla dentro la porta. Anche noi abbiamo appreso con tanto entusiasmo gli ultimissimi arrivi di Correa e Badelj in casa Nostra. Anche a noi si strizza lo stomaco alle note di Vola, Lazio vola. Anche noi saltiamo sui seggiolini della Nord. Anche noi abbiamo tanto fiato in corpo quando si tratta di gridare Forza Lazio!

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