La Lazio, il “caso Milinkovic” e le attenzioni indesiderate

La Lazio compra per il presente e per il futuro. I 7 acquisti per la prima squadra, più i giovani Andre e Djavan Anderson, Luan Capanni e altri talenti italiani portati a casa grazie alla collaborazione tra Igli Tare e Mauro Bianchessi. La Lazio progetta il presente e pianifica il futuro. Nonostante la stampa che conti, quelli dell’intellighenzia twitteriana, quella di certi salotti, quella che poi in pratica indirizza l’opinione, ma pure parte di quella romana, meno raffinata e più rustica, si eserciti in contorsioni piuttosto complicate, pur di non parlare di Lazio; oppure si esprima con risatine di malcelato disgusto ed evidente senso di superiorità. Lotito parla latino, è una macchietta, non ha le phisique du role di Leonardo, la potenza economica di Suning, la capacità di fare finanza creativa che ha Agnelli, l’internazionalità di Pallotta, non è chic, non è alla moda, non ispira programmi venati di prolissa poetica su Sky, non fa vendere giornali, non fa comprare abbonamenti alle pay tv, non fa cliccare sui siti. Lotito è antipatico e pure poco commerciale. Insomma. Che sia poco simpatico, a volte, è anche affermazione condivisibile. Ma qui si va oltre. L’antipatia verso Lotito trova terreno fertile in un astio radicato, intenso, irrerversibile nei confronti della Lazio. La Lazio che è di destra, dei fasci, dei cattivi, dei violenti, dei mascalzoni. Elementi negativi presenti ovunque. Ma che fanno notizia solo quando indossano una maglia, una sciarpa, biancoceleste. La Lazio è un intralcio, un fastidio, una rottura di palle evidente.

Pensate davvero che un noto quotodiano sportivo con sede a Milano, nel maggio scorso, si sarebbe lanciato in quella campagna propagandistica pro Inter in Champions, se a rivaleggiare con i nerazzurri per il 4° posto ci fosse stata la Roma? O il Napoli? Per non parlare della Juventus. Una campagna fatta di prime pagine in cui si incitava Icardi a far gol contro il Sassuolo (sperando poi nello sgambetto di Zenga e del Crotone alla Lazio), fatta soprattutto della notizia di DeVrij nuovo interista a pochi giorni dalla decisiva Lazio-Inter (con contratto firmato a metà marzo). Ci diranno che siamo piagnoni, complottisti, vittimisti. La risposta è no. Ci stiamo difendendo da assalti continui. Se vieni attaccato, non puoi certo rispondere con un bel sorriso stampato sul volto. Pensate se Lotito avesse messo a bilancio le plusvalenze di certi altri club; credete che adesso la Procura Federale sarebbe al mare a sorseggiare uno spritz? Pensate che se le indecorose prove arbitrali viste in diverse partite della Lazio, nello scorso campionato, fossero capitate ad altri club, oggi non ci sarebbero inchieste giornalistiche – e non- in atto? Pensate seriamente che il Var sia così difficile da usare? No, perché al Mondiale, a parte un paio d’errori, è stato utilizzato alla perfezione. Allora decidano all’AIA: o c’era un pregiudizio antilaziale, oppure gli arbitri italiani sono davvero scarsi e andrebbe rivista non solo la squadra arbitrale, ma anche il ruolo del designatore e chi lo interpreta.

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La Lazio può fare la parte dell’agnello sacrificiale senza che nessuno si scadalizzi. Tifosi a parte. Questa è la morale della favola. La Lazio oggi compra e compra bene. Compra buoni giocatori, compra giovani interessanti, ma fa notizia solo se Milinkovic Savic ritarda di un giorno all’appuntamento con le visite mediche. Addirittura, Sergej, sarebbe bloccato dalla Lazio e dalla valutazione monstre data da Lotito. Giocatore schiavo di una valutazione fuori mercato, di un presidente tiranno. “Caso Milinkovic!”, si sono affrettati a tuonare eminenti cronisti. Senza considerare le parole dell’agente del serbo. E nemmeno i rapporti che intercorrono tra questo e la Lazio. Milinkovic incastrato a Roma. Quindi. Eppure non leggevamo le stesse cose quando lo scorso anno, l’Inter, non cedeva Perisic (che forzava per andar via) al Manchester United che offriva solo 40 milioni di euro. Prospettive. Dettate dalla simpatia e dall’antipatia di chi indirizza l’opinione. E la Lazio, mettiamocelo in testa, non sarà mai nelle grazie di costoro. E non è detto che sia una sfortuna. Anzi…Dunque, un favore, se questa deve essere la vostra attenzione, allora continuate con la solita indifferenza. Alla Lazio ci pensano i Laziali. E’ così dal 1900…

3 Comments on "La Lazio, il “caso Milinkovic” e le attenzioni indesiderate"

  1. Angelo Moscatelli | 31/07/2018 at 22:49 | Rispondi

    Grandi ragazzi, vi leggo con affetto e passione. Scrivete perfettamente quanto io, tifoso laziale da sempre, penso. La continua campagna contro Lotito (Lazio) è ormai stucchevole e così spudorata da non aver più aggettivi da utilizzare per descriverla. Forza Lazio, sempre.

  2. Complimenti, firmatelo quest’articolo, deve rimanere a futura memoria!

  3. Pura verita’.
    Ma non si può purtroppo pubblicare i nomi di questi soloni prezzolati e traditori della professione di giornalista. Penne asservite agli interessi economici e politici di lobby ben note. Ma non si vergogneranno mai di quanto dicono e scrivono perché una bella mazzetta in tasca fa campa’ bene e sticazzi dell’onore della rispettabilita’ e della credibilità, valori obsoleti ottocenteschi niente affatto social.

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