Una squadra con l’aquila sul petto

Siamo pronti. Il 19 agosto si riparte. Novanta giorni per mandare giù il boccone amaro addentato il 20 maggio scorso all’Olimpico. Per metabolizzare le brutture che ci sono state inferte la scorsa stagione. Per rialzare la testa e guardare con nuovi occhi e nuove prospettive il campionato che sta per iniziare.
La Lazio che abbiamo di fronte oggi emana puro entusiasmo. Da Auronzo di Cadore, Simone Inzaghi e i nostri ragazzi tutti i giorni ci inviano immagini di una squadra unita, con tanta voglia di crescere e di arrivare in alto. Berisha, Acerbi, Sprocati, Durmisi, i nuovi arrivi, che si amalgamano a quelli che ormai sono delle certezze: Immobile, Luis Alberto, Parolo, Leiva, Milinkovic Savic.
Con i loro stessi occhi dobbiamo guardare oggi la nostra Lazio, rimanendo sordi agli imbarazzanti e spesso infondati proclami che qualche organo di stampa non si risparmia di urlare. Snobbando l’acredine e l’immotivato malcontento che serpeggiano dentro casa nostra. Andando dritti e vedendo solo davanti a noi i nostri colori, che sono quelli del cielo. Solo così potremo vedere la nostra squadra per quello che è oggi. Una squadra che ha iniziato lo scorso campionato con una Supercoppa e che ha finito con lo sfiorare la Champions League. Una squadra che, nonostante provata e sfiancata dall’ estenuante stagione, ha lottato fino alla fine cercando di prendersi quello che le spettava. Una squadra con l’Aquila sul petto.

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