Badelj e la Lazio, un matrimonio celebrato a distanza di anni

Ai veri fanatici della Lazio il nome di Milan Badelj riporterà certamente alla mente la sessione di mercato del 2012. Il croato allora era ancora una giovane promessa in forza alla Dinamo Zagabria, la squadra in cui era cresciuto e dalla quale si era allontanato soltanto per farsi le ossa. Ceduto l’idolo di casa Modric al Tottenham, il club più titolato di Croazia aveva affidato proprio a lui le chiavi del centrocampo. Presto, però sarebbe toccato anche a Milan spiccare il volo verso il calcio che conta.

Nell’estate 2012 ecco il salto in Bundesliga con l’Amburgo. Fu proprio in quella sessione di calciomercato che il ds laziale Igli Tare, da sempre attento al mercato balcanico, fece un tentativo per portare a Roma questo centrocampista giovane ma dotato di grande visione. Alla fine però, complice una migliore offerta e lo status di extracomunitario (all’epoca la Croazia non faceva ancora parte dell’UE) a spuntarla per l’allora 23enne fu il club anseatico. I biancocelesti preferirono puntare sullo svincolato e più esperto Ederson.

Chiusa l’esperienza triennale in Germania, Badelj si è poi accasato in Serie A alla Fiorentina, squadra con cui ha trascorso le ultime quattro stagioni. Partito in sordina, alle spalle di Borja Valero, al Franchi si è gradualmente ritagliato il ruolo di faro del centrocampo viola. Montella, Sousa e poi Pioli: indipendentemente da chi sedesse sulla panchina toscana, la costruzione dal basso della manovra fiorentina è stata sempre affidata a lui. Un elemento silenzioso, in grado di far filtro, mandare in porta i compagni con suggerimenti millimetrici e all’occorrenza di colpire anche con delle stoccate dalla media distanza.

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La stagione 2017-2018 è stata tra le più intense per il croato: il 4 marzo – al pari di tutti i compagni della Fiorentina (e poi di tutti gli sportivi e amanti del calcio) – è stato segnato dalla tragica morte del capitano Davide Astori. Allo sfortunato difensore, di cui ha raccolto la fascia al braccio sino al termine del campionato, ha dedicato una lettera intensissima letta davanti alla folla commossa radunatasi in massa davanti alla basilica di Santa Croce a Firenze. In un momento impensabile. Lo schivo Badelj si è dimostrato leader non solo sul campo, sebbene fino ad allora pur avendo un ruolo importante in squadra fosse rimasto quasi sempre sullo sfondo.

Salutata per sempre Firenze dopo la scadenza del contratto, a fine campionato è volato in Russia per giocare la Coppa del Mondo con la Croazia rinviando ogni decisione sul suo futuro. Con la nazionale allenata da Dalic è arrivato fino in fondo al torneo seppur non da protagonista assoluto (aveva davanti a lui soltanto Modric e Rakitic…). Ciononostante si è tolto anche la soddisfazione di segnare un goal contro l’Islanda. In finale si è dovuto accontentare di assistere dalla panchina alla sconfitta dei suoi, piegati dallo strapotere fisico e tecnico della Francia targata Mbappé-Griezmann.

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Il mondiale di Russia, tuttavia, resta sicuramente il punto più alto della carriera di Badelj la cui traiettoria proseguirà ora con la maglia della Lazio, scelta dopo aver snobbato le avances giallorosse e delle grandi del Nord. C’è chi dice sia stato preso per fare il vice-Leiva, ma chi conosce bene Milan Badelj sa che avendolo in squadra, difficilmente si può rinunciare alla sua abilità in cabina di regia. Starà a un tecnico preparato come Simone Inzaghi capire dove, come e quando impiegare il croato, traendo il massimo dalle sue qualità. Una cosa è certa: il centrocampo biancoceleste si arricchisce di un elemento di livello, con spessore internazionale e caratteristiche totalmente diverse da altri elementi in rosa. Se a ciò si aggiunge che il classe ’89 ha già un’ottima conoscenza del nostro campionato, sembrano davvero esserci le prerogative per una storia di successo.

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