La mia Lazio: resistenza e opposizione

Ognuno ha la sua. Questa la mia Lazio.
Resistenza e Opposizione. Resistere alla massa urlante e prepotente della seconda squadra della Capitale. Opporsi alla maggioranza, che vuole sopraffarti, annullarti, non riconoscerti.
Resistenza a scuola, nel quartiere, nel mercato rionale, tra i parenti, nelle partite di calcio polverose tra i palazzi, nello spogliatoio della tua squadra di pallavolo, nel bar. Opposizione, uno contro dieci. Sempre. Resistere ai “ma sei daa Lazio?!?”. Opporsi con un “certo”, convinto, fiero, definitivo, orgoglioso. La mia Lazio. La B, gli scandali, i morti, le ingiustizie, la mala sorte. Pezzi di felicità. Amore per sempre. L’unico “per sempre” praticabile. La Lazio è inevitabilmente confronto con Loro. Alessandro Piperno, raccontando lo scudetto del 2000, si chiedeva come sarebbe stato il giorno dopo. Si chiedeva, ora che tutto era compiuto, come avrebbe alimentato la gioia in maniera prorompente tanto quanto prorompente era stata l’attesa. E la risposta era: pensando a Loro. Godendo della loro disperazione. Vivere la città attraverso il loro sconforto per la nostra vittoria. Atteggiamento provinciale? Non lo so, non credo. E’ resistenza e opposizione.

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Combattere la mitomania dei più giovani di 27 anni.
“So’ finiti i tempi cupi”. Fin da piccoli siamo stati bombardati da questa illusione di grandezza che adesso chiamerebbero fakenews, che ai miei tempi avremmo definita viaggio lisergico. Tra Lazio e Loro non c’è e non c’è mai stata differenza di vittorie, di prestigio. Ma il “percepito” sia dentro il GRA (mitomania) che fuori è che Loro siano fortissimi, con bacheche strapiene, un passato di gloria, un presente di forza e vittorie, un futuro di conquiste intestellari.

Resistenza e Opposizione anche interna. Alle radio, al disamoramento, al tifoso che ha abbandonato sciarpa, seggiolino e voce, (o anche divano), e si è trasformato in manager, presidente, massaggiatore, procuratore, allenatore, espertissimo di calciomercato. Non si discute, si ama, non è roba nostra, non è questo. Si discute, sempre, guai a non farlo. Ma non si deve distruggere. Che è quello che si è cercato di fare in passato, di cui ancora oggi ne paghiamo conseguenze pesanti e pericolose.
CON la Lazio, PER la Lazio. Insieme e a favore.
Solo la Lazio. Può sembrare banale e anche un po’ stupido. In realtà è Fede. L’unica praticabile.

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