Il ds Tare compie 45 anni: gli auguri con i suoi 5 acquisti migliori

Igli Tare è un uomo inconsueto. Non il classico personaggio che s’incontra nel mondo del calcio: non è appariscente, non si atteggia, non è un “pose” -come dicono gli inglesi- uno che vive di immagine e messinscena, non è un filosofo strappato all’accademia platonica ateniese e prestato al football contemporaneo. No. Tare è un uomo dai modi a volte duri, spigoloso (soprattutto con chi fa il nostro mestiere), estremamente riservato, ma anche generoso, con un lato umano che traspare poco, ma che viene definito “fondamentale” da chi lo conosce bene. Tare è soprattutto un bravo direttore sportivo, uno che il tempo ha rivelato come tra i migliori ds su piazza. La sua Lazio cresce, negli ultimi 5 anni lo sviluppo qualitativo della rosa, del suo valore tecnico ed economico è evidente. Colpi azzeccati, lavoro di coesione sul gruppo, scelte felici in ruoli chiave (Inzaghi e Peruzzi) e la Lazio si è ormai assestata tra le prime 4-5 realtà del campionato. Staccando in maniera siderale quelle società (vedi Fiorentina, Samp, Torino) che per fatturato, tetto ingaggi e risultati -fino a due o tre anni fa- le se avvicinavano e andando a insidiare quei club che, invece, parevano realtà inarrivabili. E’ merito anche, forse soprattutto, di Tare se la Lazio oggi gioca per la Champions, se può pensare di arrivare in fondo in Europa, se è la squadra italiana (dopo il Napoli) a essere cresciuta di più nel ranking Uefa negli ultimi 10 anni. Oggi Tare compie 45 anni, lui nato a Valona il 25 luglio del 1973. 45 anni, di cui 13 spesi con i colori della Lazio addosso, una seconda pelle ormai, qualcosa per cui lavorare giorno e notte, mettendo a rischio anche la propria salute (nel 2015 venne ricoverato in terapia intensiva, a causa di un grave malore figlio dello stress e del troppo lavoro). Una causa per la quale scendere in campo e affrontare a muso duro arbitri….poco sereni. Un club che è entrato nel suo cuore e in quello dei suoi figli. Tare è un cardine fondamentale di questo club, non c’è elemento, nella Lazio, che dica il contrario. Dai giocatori ai collaboratori. La Lazio se lo gode, noi vogliamo celebrarlo ripercorrendo quelli che -nel rapporto qualità prezzo- sono stati i suoi cinque migliori colpi di mercato.

MIROSLAV KLOSE – Portare a Roma, in quel momento, un giocatore di quel calibro era impresa considerata impossibile dai più. Tare ce l’ha fatta, facendo spendere alla Lazio zero euro per il cartellino del fenomeno tedesco. Miro venne persuaso ad accettare la destinazione, proprio da un’opera costante di convincimento del ds che lo conosceva dai tempi del Kaiserslautern. Klose rimarrà in biancoceleste per 5 anni, segnando 63 gol in 171 presenze. Vincendo la Coppa Italia del 2013 e affermandosi Campione del Mondo e miglior scorer dei Mondiali l’anno successivo.

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LUCAS LEIVA – Un fenomeno. Al suo annuncio molti storcevano la bocca: E’ bollito”, “Ormai al Liverpool giocavano di più i magazzinieri”. L’eredità di Biglia era pesante, ma lui non ha fatto una piega. Si è preso il centrocampo della Lazio con un’autorità disarmante, è diventato in breve tempo un leader tecnico e di gruppo. Preso per 5 milioni, è uno dei migliori acquisti -nel rapporto qualità/prezzo- mai messi a segno da un club italiano.

CIRO IMMOBILE – In due anni è già entrato nella storia della Lazio. Segna sempre (66 gol in 87 presenze), si sacrifica per la squadra, è il primo a fare gruppo. E’ uno dei tesori della Lazio, arrivato a Roma per meno di 9 milioni, ora vale dieci volte tanto. Tare ci lavorò in segreto, riuscì a portarlo a Formello a prezzi vantaggiosi, sfruttando due anni di difficoltà, convinto però che le qualità del ragazzo dovessero solo trovare il conteso giusto per essere espresse. Decisivo nella vittoria in Supercoppa del 13 agosto scorso.

SERGEJ MILINKOVIC-SAVIC – Alieno. A 23 anni è già un veterano, uno sul quale sai di poterti appoggiare. Dominio tecnico e fisico imbatazzante. Per gli altri. Arrivato per circa 14 milioni complessivi (tra costo del cartellino e 9 milioni versati al Genk per annullare il 50% sulla futura rivendita), ora vale -pure lui- dieci volte tanto. E’ nel mirino di Real, Juve e United, ma la Lazio spera di tenerlo a Roma ancora un anno. Tare riuscì ad acquistarlo dopo mesi di trattative e l’inserimento “violento” della Fiorentina. Beffata, poi, proprio sul filo di lana.

LUIS ALBERTO – Quando venne annunciato il suo acquisto, ceduto da qualche settimana Candreva all’Inter, a Roma si scatenò una mezza rivoluzione. La Lazio veniva da un’annata non esaltante (per usare un eufemismo) e perdere uno dei giocatori più rappresentativi aveva dato una mazzata al morale già basso dei tifosi che, però, si aspettavano per la sua sostituzione un nome di livello. Invece arrivò questo ragazzo spagnolo classe ’92, reduce da una buona annata nel Deportivo, ma anche da tante difficoltà precedenti. Un anno travagliato, difficile dal punto di vista sportivo e umano. Poi la rinascita. Nella scorsa stagione, con Immobile, ha formato la miglior coppia gol della storia laziale. Un mago, un illusionista, un don del balón. Preso per circa 5 milioni, ora pure lui vale almeno dieci volte tanto.

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SENAD LULIC – Menzione speciale per il capitano. Arrivato dallo Young Boys per 3 milioni, Senad è diventato una colonna di questa squadra. Ma soprattutto una leggenda di questo club. 71 volte auguri direttore. 

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