Corsa, affidabilità e appartenenza: Lombardi si gioca la conferma

Correre per andare oltre i propri limiti, correre per non pensare di essere in bilico, correre per convincere gli scettici. Cristiano Lombardi è uno di quelli che va più veloce ad Auronzo, uno dei più costanti e decisi. E’ un gruppo sano quello di Inzaghi, i ragazzi sono votati alla causa, in allenamento sudano e si divertono, si spendono per i colori che portano addosso, il contesto ideale per uno come Lombardi. Lui, Laziale da sempre, che al debutto in Serie A con la maglia amata, si è pure tolto la gioia del gol. Sono passati quasi due anni da allora, era il 21 agosto 2016 e la Lazio, la prima Lazio creata da Inzaghi, espugnava Bergamo per 3-4. Cristiano aveva firmato il gol del momentaneo 0-3, (un tap-in dopo la respinta di Sportiello su tiro di Immobile) prima di correre sotto il settore ospiti: “E’ la prima cosa che mi è venuta in mente in quel momento”, ha confessato -quanche giorno fa- in un domanda/risposta con i tifosi su Instagram. Un Laziale tra i Laziali. Spera di rimanere, ma il futuro è ancora incerto, ci sono richieste per lui, che a Benevento ha confermato di essere un giocatore di Serie A.

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CONFERMA – Il sogno, come detto, è quello di rimanere alla Lazio, si sta ricostruendo da esterno a tutta fascia, lui che nasceva attaccante e in Primavera segnava con una certa costanza. Inzaghi lo vede esterno del 3-5-1-1 e lui non ha fatto una piega, si è messo a lavorare, testa bassa e applicazione e pure risultati. Lombardi è una delle sorprese di questo ritiro, un ritiro che sta premiando i giovani prodotti del vivaio. Cristiano non è un estroso, non è il mago che si prende la scena, non è Harry Potter. Protagonista della saga letteraria e cinematografica preferita di Lombardi.

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AFFIDABILE – Non sarà Harry, luccicante e appariscente mago di cui tutti parlano, ma è uno scudiero leale, una colonna solida alla quale appoggiarsi nel momento del bisogno, proprio come quel Ron che a Harry tanto volte ha guardato le spalle. Lombardi si gioca la conferma, la vuole a tutti i costi, si sente da Lazio. Ha scelto la maglia 87, in memoria del fratello maggiore, Maurizio, scomparso troppo presto. Un dolore perforante, indelebile; ma che lo ha aiutato a crescere e a capire le priorità: la famiglia, l’amore, l’amicizia, il calcio. E’ un ragazzo forte e con la testa sulle spalle, Cristiano, uno di cui ci si può fidare. Sempre. Il nostro Ron Wesley.

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