Non una maglia, ma la nostra storia: da ricordare, da onorare

Il bianco e il celeste che si fondono, l’aquila blu che abbraccia il giocatore e sembra quasi volerlo supportare nella sua impresa sportiva, ricordargli che non è solo, che accanto con lui c’è un simbolo, rappresentazione di una storia e di un popolo. “No, con me qui non siete mai soli, nessuna difficoltà è tanto grande da essere insuperabile, volate oltre, come farei io”, sembra dire l’aquila a chi la indossa. La maglia bandiera non è solo una maglia, non è solo stoffa, è un concentrato di significati e ricordi, di orgoglio giovanile e tradizione familiare. Anni ’80 e la maglia con l’aquila appare due volte: la prima con la Lazio in B e la Roma che va a vincere il suo secondo scudetto, la seconda è ancora cadetteria e stavolta la Lazio riesce a evitare per un soffio le fiamme infernali della C. Maglia che ricorda epiche imprese ed eroi moderni, maglia che emblema di distinzione, non omologazione, maglia che ricorda come essere della Lazio in quegli anni fosse uno schiaffo al sistema (come lo è oggi del resto), ma anche un atto d’amore puro e incondizionato, una scelta difficile, una scelta che sapevi sarebbe andata a comportare più sofferenze che gioie. Per questo di cuore. Solo di cuore. Di eredità familiare, di amore paterno e filiale, di tradizione che si tramandano di generazione in generazione, da custodire gelosamente, da insegnare a chi verrà. La maglia bandiera è l’essenza della Lazialità, è la scelta controcorrente, è l’essere se stessi che si oppone alla massa, l’aquila contro il branco di lupi. Il celeste che alla fine risorge e vince. Sempre.  Valori che, oggi, sembrano essersi perduti, nella pagine di quei social che sono sfogatoi di migliaia di persone che pretendono e nulla danno in cambio. Una massa di “tifosi” che hanno smarrito la strada, che hanno perso la rotta tracciata da chi li aveva preceduti. La maglia bandiera sia stimolo per ricordare la storia della Lazio, da dove si è partiti e da dove si è passati, sia impulso per ritrovare compattezza, voglia di stadio, desiderio di Lazio. La maglia bandiera ci ricorda chi eravamo, chi siamo e chi dovremo essere domani. Accogliamo la sua simbologia, la sua leggenda. Onoriamola anche noi. Ogni giorno. Come i nostri padri, fratelli maggiori, 30 anni fa. Quando la Lazio era, a prescindere, la cosa più bella del mondo.

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