The unbreakble: alla scoperta di Acerbi, il quinto acquisto della Lazio

during the serie A match between US Sassuolo and Benevento Calcio at Mapei Stadium - Citta' del Tricolore on April 15, 2018 in Reggio nell'Emilia, Italy.

Lo chiamano “Leone” perché ha lottato, senza arrendersi, nemmeno di fronte all’imprevedibile nella sua manifestazione più tremenda, soprattutto quando hai 25 anni, fai il lavoro dei tuoi sogni e ti senti onnipotente perché non manca il denaro, non mancano le donne, non manca la fama. Francesco Acerbi ha sconfitto il tumore due volte nel giro di un anno, lo ha battuto grazie alla voglia di non rinunciare al suo sogno, lo ha spazzato via con l’appoggio della mamma e del fratello, con la determinazione a non arrendersi: “Quando il tumore si è ripresentato ho fatto quattro cicli di chemioterapia, un’esperienza che mi ha fatto crescere perché accanto a me ho visto tante persone che soffrono. La malattia mi ha fatto riflettere su tanti aspetti della vita e mi ha dato lo slancio per ritornare”. Ha carattere di ferro Acerbi, ha animo, si è impegnato come testimonial della ricerca,ha deciso di sensibilizzare i più giovani a non sottovalutare l’importanza della prevenzione. Lotito lo ha sempre detto: “Per giocare nella Lazio serve rispettare dei parametri, primo tra tutti quello etico e morale”. Acerbi è l’esempio perfetto. Carattere d’acciaio e crescita esponenziale: “Quel periodo mi ha fatto capire quali sono le priorità, sono diventato grande”. Acerbi ha aumentato il suo rendimento, è diventato un professionista esemplare, l’elemento che nel gruppo fa da traino nei momento di difficoltà. Inzaghi ha chiesto referenze, ne apprezzava le qualità, ha avuto riscontri eccezionali, per questo ha deciso di puntare con decisione su Acerbi una volta capito che De Vrij avrebbe lasciato la Lazio, tradito il suo progetto per sposare quello dell’Inter. Acerbi è un centrale mancino, già questa è una peculiarità, non sono molti in Italia quelli che guidano il reparto impostando col sinistro. Ha personalità, non serve ribadirlo, il ruolo di guida nei tre di difesa è quello che forse gli si addice di più. La Lazio ha deciso di puntare su di lui con forza, lo ha seguito e inseguito, ha deciso di sborsare 11.5 milioni per acquistarlo, una cifra pesante per le abitudini di Lotito, soprattutto per un 30enne. Ma Acerbi era la prima richiesta di Inzaghi, presidente e direttore sportivo hanno deciso di accontentarlo, convinto della scelta.

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Acerbi è nato a Vizzolo Predabissi, a due passi da Milano, il 10 febbraio 1988. E’ cresciuto nel Pavia, con cui ha esordito tra i professionisti nel 2006, quando aveva solo 18 anni. Poi un lungo peregrinare tra Renate, ancora Pavia, Triestina, Reggina e Spezia. Nell’estate del 2011 arriva, finalmente, il Chievo e l’esordio in Serie A pochi mesi dopo. A novembre, contro il Catania. Il gol arriva il 25 marzo nell’1-1 tra Chievo e Siena. Colleziona 20 presenze nella sua prima stagione in A, gioca bene, con sicurezza e attira le attenzioni del Milan di Allegri. Il Genoa (deteneva il cartellino in comproprietà col Chievo) riscatta la metà del cartellino e poi lo cede ai rossoneri per 4 milioni di euro. L’impatto con la nuova realtà, però, è difficile, c’è chi lo designa come erede di Thiago Silva (appena passato al Psg), la pressione è forte e Acerbi, ancora non abbastanza maturo. Col Milan mette insieme solo sei presenze e a gennaio torna al Chievo. A Verona ritrova la sua dimensione e nell’estate 2013 passa al Sassuolo. Ma la malattia bussa la prima volta a luglio, Francesco combatte e vince, torna in campo il 15 settembre, dopo un’operazione e le terapie, lasciando a bocca aperta tutto il mondo del calcio. Ma a dicmbre, dopo un controllo antidoping, le analisi emettono una sentenza tremenda: ancora il male, una recidiva. Acerbi non si abbatte, dalla sventura trae forza e insegnamenti. Vince ancora. Torna in campo nella stagione successiva, è la 2014/2015, nella quale segnerà anche tre reti. Gioca 32 partite su 38 e dimostra di essere tornato e -stavolta non è un modo di dire- più forte di prima. Arriva anche il debutto in nazionale, a Genova, contro l’Albania. La stagione 15/16 è quella della consacrazione. Gioca sempre, da ottobre 2015 in poi, non si ferma più. È un record ancora in corso: 107 partite consecutive da titolare in Serie A, senza mai saltare neanche un minuto. La pazzesca serie è iniziata il 18 ottobre 2015, in occasione del 2-1 del Sassuolo proprio contro la Lazio. Da quel giorno, Acerbi non ha mai saltato l’appuntamento: “Se non ci sono io non si gioca – ha scherzato Acerbi in passato – in settimana sono sempre attento all’alimentazione, al riposo. Dopo la malattia, non devo avere neanche mezzo rimpianto, come in passato”. Indistruttibile, unbreakable -come Bruce Willis- in un film di qualche anno fa. Una roccia. consapevole di esserlo. Per questo la Lazio lo ha scelto.

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