Chi è Valon Berisha: il terzo acquisto della Lazio

ROME, ITALY - APRIL 05: Valon Berisha of RB Salzburg celebrates after scoring the team's first goal from penalty spot during the UEFA Europa League quarter final leg one match between SS Lazio and RB Salzburg at Stadio Olimpico on April 5, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Egersund è un porto naturale, uno dei più grandi della Norvegia, il mare si insinua nella terra, sinuoso come un serpente e si allarga per dare all’uomo la possibilità di domarlo e creare lì i suoi commerci. Qui, infatti, è dove si smercia più pesce nel Paese. Casette di legno, botteghe di artigiani e pub con luci basse, dove un dipinti di Olaf il Santo ti scruta indagatore, bar che danno sul porto dove l’odore della salsedine di mischia a quello del legno di quercia bagnato dalla pioggia e il cigolio delle gomene risuona incessante e a cadenza regolare. Qui è cresciuto Valon Berisha, qui ha imparato a giocare a calcio, anche se le origini di mamma e papà erano kosovare e le radici non gelano, tanto che Valon, dopo aver giocato 20 volte con la maglia norvegese, ha deciso di indossare quella della nazionale kosovara, una volta che questa è stata riconosciuta dalla Fifa. L’Egersund è stata la prima squadra di Berisha, qui ha imparato a giocare a calcio insieme al fratello minore, Vetont, fino a esordire nel 2008 tra i professionisti. Era la terza serie norvegese, Valon aveva solo 15 anni e già considerato il miglior talento del Paese dai tempi di Ole Gunnar Solskjaer, uno capace di regalare una Champions al Manchester United. Paragone mica da poco. Si di sé attirò le attenzioni dei Viking, club di massima serie, che lo acquistò nel 2010 e lanciò definitivamente, dopo che il ragazzo aveva rifiutato il trasferimento al Man.City perché non si sentiva abbastanza maturo per lasciare la Norvegia e la famiglia. Famiglia, concetto fondamentale per Berisha che nei giorni scorsi ha detto: “Sampdoria? Al Salisburgo credo di avere dato tutto, ora devo decidere con i miei cari cosa è meglio per noi”. Non per me. Per noi. E noi era anche allora, quando Valon decise che non era il momento di lasciare casa. Due anni dopo, però, con 65 presenze e 5 gol con la maglia dei Viking, Berisha decise che era il momento di tagliare il cordone ombelicale con la Norvegia e accettò la corte del Salisburgo. Sei anni in Austria lo hanno fatto maturare, crescere, esplodere defintivamente. Con la maglia della scuderia Red Bull ha messo insieme 221 presenze, segnato 45 gol e firmato oltre 50 assist, ma soprattutto è diventato uno dei centrocampisti più interessanti d’Europa, consacratosi nell’ultima stagione, quando la doppietta in casa del Borussia Dortmund lo ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica. Berisha abbina qualità e quantità, è una mezzala di spinta, ma che non disdegna la lotta, la capacità di rompere le trame di gioco altrui. La sua miglior qualità è la capacità d’inserimento da dietro e in questo potrebbe raccogliere al meglio l’eredità di Parolo, anche se le caratteristiche dei due sono combaciano perfettamente. Può agire da mezzala, da trequartista, all’occorrenza anche da centrale di un centrocampo a tre, anche se non è quella la zona nella quale può esprimere al meglio le sue qualità. Nell’ultima stagione ha siglato 13 gol e fornito 11 assist in 45 presenze, ha vinto il suo quinto titolo d’Austria. Berisha ha 25 anni, è nel pieno della sua maturazione, lo sa, ha deciso che era questo il momento di fare il salto verso un campionato più competitivo. La Lazio lo corteggiava da almeno due mesi, Tare lo seguiva già prima della sfida di Europa League con il Salisburgo, dopo quella gara decise di mettersi in azione. Berisha aspettava la Lazio, ha rifiutato Samp e Newcastle, firmerà un quinquennale da 1,3 milioni a stagione. La Lazio pagherà 7 milioni al Salisburgo, a cui andrà un ulteriore milione di bonus in caso di alcuni obiettivi raggiunti. La Lazio centra il suo terzo colpo, lo piazza in mezzo al campo, per rinforzare un reparto che nell’ultima stagione ha sofferto per la mancanza di alternative. Berisha è molto più di una alternativa, è un titolare aggiunto, uno di quelli che alza il livello complessivo del reparto. Benvenuto Valon!

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